La normativa italiana distingue i luoghi di lavoro in ambienti severi e moderati. Gli edifici industriali, a differenza degli ambienti per uffici, rientrano nella prima categoria, ovvero dove le esigenze produttive sono ritenute più importanti di quelle di comfort. Questo fa nascere alcune riflessioni, soprattutto nei periodi in cui le condizioni climatiche o di lavoro sono più estreme: quali sono i requisiti richiesti di climatizzazione industriale? Quali peculiarità e soluzioni in grado di soddisfare contemporaneamente le esigenze di efficienza, sicurezza e comfort?

 

Le peculiarità degli edifici industriali

Prima di arrivare a parlare dei sistemi di climatizzazione industriale, è bene partire da una classificazione degli edifici industriali sulla base di una prima peculiarità che li contraddistingue. Questi, infatti, possono essere:

  • a più piani (con flusso produttivo verticale), più diffuso in passato
  • ad un piano (con flusso produttivo orizzontale), prevalente negli stabilimenti moderni.

Trattandosi di luoghi di lavoro, le peculiarità degli edifici industriali sono codificate all’interno del Titolo II e ALLEGATO IV del D.Lgs. 09/04/2008 n. 81. Altre peculiarità degli edifici industriali sono rappresentate, ad esempio, dalla pavimentazione, da costi e posa in opera dei materiali, dall’isolamento acustico e termico, dalla necessità di installare importanti macchinari e via dicendo.

Inoltre, esistono limiti minimi per altezza, cubatura e superficie dei locali chiusi da destinarsi al lavoro negli edifici industriali che occupano più di cinque lavoratori, che sono:

  • altezza netta non inferiore a 3 m (misurata dal pavimento all’altezza media della copertura dei soffitti o delle volte)
  • cubatura non inferiore a 10 m3per lavoratore (senza deduzione dei mobili, macchine ed impianti fissi)
  • ogni lavoratore occupato in ciascun ambiente deve disporre di una superficie di almeno 2 m2 (valore al lordo di mobili, macchine ed impianti fissi).

 

climatizzazione industriale

Areazione, condizionamento e riscaldamento

Nei luoghi di lavoro chiusi, è obbligatorio tenere conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori per garantire aria salubre in quantità sufficiente. Questa viene ottenuta in via preferenziale con aperture naturali, ovvero mediante finestre o sheds, che vengono progettati per avere un rinnovo d’aria continuo e ben distribuito.

In questo senso, è bene tenere in considerazione anche i valori dell’umidità relativa e la temperatura dell’aria, che possono influenzare anche notevolmente le proprietà dei materiali utilizzati nella produzione e la produttività dei lavoratori impiegati. Le migliori condizioni possibili sono quelle di una temperatura che varia dai 15° ai 18° C, con umidità relativa del 45%.

Quando non è possibile areare tramite aperture naturali, è necessario ricorrere ad impianti di areazione. Questi devono essere sempre mantenuti in funzione in maniera continuativa e ogni eventuale guasto deve essere segnalato tempestivamente da un sistema di controllo, al fine di salvaguardare la salute dei lavoratori.

Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, essi devono:

  • funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti d’aria fastidiosa
  • essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori
  • garantire l’aspirazione di gas, vapori, odori, polveri o fumi immediatamente vicino al luogo in cui si producono
  • impedire il rientro nell’ambiente di lavoro delle polveri raccolte per l’eliminazione.

Analogamente, la normativa si espone riguardo al riscaldamento nei luoghi di lavoro, che deve essere distribuito in modo da ottenere:

  • 10° – 12° C per lavori pesanti (fonderie, fucine ed altri)
  • 15° C per lavoro medi (torni, fresatrici ed altro)
  • 18° C per lavori da eseguire seduti.

La scelta del tipo di impianto di riscaldamento in un edificio industriale si basa essenzialmente su considerazioni di ordine economico e di comfort.

areazione industriale

 

Gli impianti di climatizzazione

Un aspetto fondamentale all’interno di questi edifici è, quindi, rappresentato dalla scelta degli impianti di climatizzazione industriale. A questo proposito, ci sono due aspetti fondamentali da tenere in considerazione.

Il primo è rappresentato dalla riduzione dei consumi energetici, soprattutto per i risparmi economici che ne derivano e per una corretta politica ambientale. Inoltre, negli impianti di climatizzazione per edifici industriali è fondamentale il livello di comfort che si vuole ottenere. Questo permette di poter lavorare in ambienti liberi da ingombri, privi di movimenti di aria e di polvere.

Soprattutto in epoca post pandemica, la riduzione dei movimenti di grandi masse d’aria è diventato uno dei parametri essenziali nella definizione degli impianti di climatizzazione e nella loro progettazione. Oggi, infatti, ci si ritrova a dover limitare gli spostamenti di aria, quindi di polveri e potenziali particelle infettanti, e a dover contemporaneamente garantire alti tassi di ventilazione per diluire la concentrazione degli inquinanti.

Per raggiungere tale obiettivo, la soluzione ideale è rappresentata dai già ampiamente diffusi VRF (acronimo di Variant Refrigerant Flow), che identificano sistemi di climatizzazione estiva e invernale a espansione diretta. Si tratta di impianti a split di grandi dimensioni idonei per utilizzi con un numero elevato di unità interne.

Questi, oltre a essere elencati tra le fonti di energia rinnovabile, questa modalità di climatizzazione industriale sfrutta tecnologie termotecniche che garantiscono numerosi vantaggi tra cui:

  • Elevata efficienza, rapidità di installazione e risparmio energetico grazie alla tecnologia inverter
  • Modularità ed espandibilità
  • Tubazioni di ridotte sezioni per l’alimentazione
  • Non necessitano di verifiche o approvazioni da parte dei VVF o canna fumaria
  • Facilità di conversione dell’impianto da funzionamento invernale a funzionamento estivo e viceversa
  • Accesso agli sgravi fiscali nazionali nella misura del 65% (Ecobonus)
  • Nessun rischio di perdita di acqua e e di congelamento delle tubazioni in caso di inutilizzo prolungato durante il periodo estivo.

VRF

 

Comfort acustico

L’edificio industriale è fonte di rumore e disturbo per l’ambiente esterno e gli edifici limitrofi. La norma UNI 9614:2017 contiene le indicazioni per calcolare la propagazione del rumore prodotto internamente ad un edificio verso l’ambiente esterno. La valutazione del rumore all’interno dei luoghi di lavoro rappresenta, infatti, a livello legislativo uno degli obblighi previsti a carico del Datore di lavoro.

È bene quindi non aumentare il rumore dovuto agli impianti: anche sotto l’aspetto del comfort acustico, gli impianti VRF soddisfano a pieno i requisiti.